Arte

De Angelis

Francesca De Angelis, nata a Marino nel 1979, vive ed opera a Roma. Fin dai primissimi approcci con le matite colorate mostra una spiccata sensibilità per il tratto ed il colore. Inizia a disegnare prima di imparare a scrivere e a dieci anni è già introdotta alla pittura da Rita Cappi, che accompagna questa sua preziosa vena creativa fin dal primo anno di liceo artistico. Dopo la maturità, si laurea i pittura con la votazione di 110 e lode all’Accademia delle Belle Arti di Roma con il prof. Constantino Baldino e Giuseppina Maletta. Apprezzata interprete della realtà e della natura umana, colta anche nella più cruda verità sociale con la sia particolare energia pittorica, Francesca De Angelis s’ispira all’intensità di sguardi, coi pose e di volti riuscendo ad animare la materia del colore con vibranti intrighi cromatici.

Calabrese

Calabrese propone una realtà fatta di eventi quotidiani, di presenze e di assenza, i suoi personaggi si insinuano in un misterioso silenzio assordante. Rappresenta la condizione sociale degli uomini, tra invenzione e riproduzione del reale: anche se l’immagine non è il racconto di un fatto, ma è la sintesi di un giudizio temporale sull’esistenza dei rapporti e sull’autenticità delle sensazioni. Calabrese dipinge su larghe superficie e mette in risalto una forte connotazione espressiva dei corpi, che si susseguono a dei visi appena umani con tratti sommari e grossolani.

 

Alfonso Zeoli

Alfonso Zeoli innesca profondi legami con la cultura orientale e riesce a trasmettere, attraverso la pittura, le immagini di una civiltà lontana. Dal suo linguaggio pittorico sprizzano forme vive con caldi colori che racchiudono le magiche atmosfere di quei luoghi incantati. Si pone al centro tra le sue origini e quelle che scopre giorno dopo giorno, e filtra la sostanza della conoscenza e l’accosta al piacere della vita. Le sue opere sono la sintesi di un pezzo di storia che attraversa gli uomini, da cui traspare il travaglio di un’esistenza radicata in una cultura oscura, dove la sopravvivenza risulta essere la condizione necessaria per vivere. Solo chi è valorosi può intuire l’enorme peso che trafigge gli animali che animano le sue superfici.

 

Dedalus

Ho conosciuto Marco qualche anno fa, già attento alle querelle dell’arte contemporanea; si avvicina agli eventi presenti sul territorio con la discrezione di chi sente il bisogno di farsi conoscere e con la forza di chi ha la consapevolezza del proprio cammino. Marco è molto giovane, ma i suoi studi accademici gli hanno consentito la giusta crescita… dalla tecnica fotografica a quella pittorica… fino al raggiungimento dell’arte in quanto tale. Ed è ormai quest’arte che Marco mette tutto se stesso, tutta la sua interiorità… fino a scoprirsi, fino a proporre la sua lotta, la sua rivolta contro le istituzioni… e con le sue monocromie insorge contro un ambiente che lo opprime e difende la propria autonomia. Perché “Dedalus”? Anni fa lessi un libro di James Joyce e mi piaceva iniziare così.